La presenza di Dionigi Areopagita nel «Paradiso» di Dante.

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Dante si avvalse dell’astrologia e dell’angelologia per determinare la tipologia dei beati e fu in questo aiutato dal commentario di Albero Magno al «De Caelesti Hierarchia»: prova che Dante conosceva tale opera è la prerogativa attribuita agli angeli chiamati Troni. Dalla tradizione dionisiana-eriugeniana derivò poi la triplice struttura dell’universo, che comporta un’ascesa in ciascuna parte del cosmo. Altro debito dionisiano è l’uso della metafora dello specchio.

    Collection : Biblioteca di «Lettere italiane» - Studi e testi

  • ISBN 978-88-222-5574-7
  • Format 17 x 24
  • Num. dans la collection 66

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