Michelangelo Antonioni

Le montagne incantate

Auteur(s) : Impoenente Anna

40,00 €

L'idea di presentare a L' Aquila, al Museo Nazionale d'Abruzzo, la serie completa delle Montagne incantate di Michelangelo Antonioni era coltivata da tempo, anche se il progetto definitivo si è andato concretizzando nell'anno in corso, in accordo con le Gallerie Civice di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara. Oggi appare formulato sull'onda emotiva dell'omaggio postumo al grande regista, evocazione comunque dovuta, in una sede museale, per una cosí carismatica e versatile personalità artistica. La proposta di una mostra era stata condivisa fin dal 2003 indirettamente dall'autore e da Enrica Antonioni divenuta “voce del regista,” in occasione di una loro frequentazione dell'Abruzzo legata al Premio Teofilo Patini a Castel di Sangro, per il quale avevano generosamente acconsentito a prestare alcuni Blow up della collezione personale.

Il goal di una mostra può significare il connubio ideale tra la poetica di un artista e l'identità dello spazio, il modo in cui le opere entrano in sintonia con il contesto architettonico. Lo spettatore ne trae allora una serie di spunti e parallelismi di ordine estetico e morale e può percepire il museo come il luogo storico in cui abitano le emozioni.

L'aspra, appartata e severa sede del Forte connotato da un altrettanto grandioso fondale naturale, offre una location non neutrale al tema dei paesaggi visionari di Antonioni. Per la particolare ubicazione consente un gioco a effetto, di rimandi e di confronti tra lo spettacolo della mutevole realtà naturale del massiccio appenninico che lo contorna e la finzione, o meglio, la autonoma realtà di quei miraggi di monti che non configurano alcuna geografia riconoscibile.

Presentate nel 1983 in anteprima al Museo Correr di Venezia e poi alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, queste immagini evanescenti, evocative di turbolenze e metamorfosi della materia, si conformavano alla luce diffusa e agli spazi rassicuranti del museo. Con Andrea Buzzoni, Dirigente del Settore Attività Culturali del Comune di Ferrara abbiamo concordato una selezione di ben centosessanta pezzi che costituiscono una scelta assai ampia e quasi completa delle “Montagne incantate” del Museo Antonioni. Sono state messe a disposizione grazie al rapporto di fiducia e fattiva collaborazione tra le due istituzioni: il merito e la riconoscenza vanno al Direttore e ai collaboratori tutti dei Musei Civici. L'intento è quello di mostrare l'intero processo creativo, dalle matrici originali a tempera, di formato minimo, che per il geniale autore erano solo la traccia iniziale del lavoro, agli ingrandimenti fotografici, i blow up, ovvero la trasformazione meccanica dei frammenti cartacei. L' esposizione del 1993 a Ferrara, venne dedicata alla pluralità dei linguaggi pittorici sperimentati, mentre nella mostra di quest'anno a Roma al Tempio di Adriano Antonioni aveva esposto le ultime tele dipinte coi “colori del silenzio”. È ora l'occasione per evidenziare il confronto tra l'astrazione fotografica delle Montagne incantate e la struttura scenica e la “forza psicologica dei colori” di alcuni celebri film: dal mondo minerale pietrificato in bianco e nero di l'Avventura (1959) ai violenti fumi colorati e le nebbie livide di Deserto rosso (1964) al paesaggio lunare di Zabriskie Point (1970) a quello ocra e rosato di Professione reporter (1974). La sequenza centrale di Blow up (1966) in cui il protagonista tramite l'ingrandimento fotografico ha la rivelazione di una realtà sfuggita ad occhio nudo, diventa invece metafora del procedimento creativo che utilizzerà per comporre le opere omonime. Questo articolato rapporto tra arte e cinema è documentato da un collage di immagini messe a punto dal Servizio Audiovisivi della Soprintendenza.

Nel presente catalogo sono stati pubblicati nuovamente alcuni saggi storici,tra cui quelli di Giulio Carlo Argan e Maurizio Calvesi, integrati da una precoce e inedita testimonianza sul “pittore” Antonioni, di Lorenza Trucchi.

Le professionalità della Soprintendenza coinvolte nel progetto hanno dato prova di competenza e dedizione, unendosi, con entusiasmo, a quelle dell'Istituto Cinematografico dell'Aquila e dell'Accademia dell'Immagine cui si deve la scelta mirata dell'allestimento delle luci nelle cavallerizze e nel salone del Forte. L'evento ha ricevuto il sostegno di sponsor privati ed è stato accolto dalla Provincia dell'Aquila che lo ha inserito in un calendario dedicato alla Settimana della Montagna.

A tutti va la sincera gratitudine per averci reso nuovamente spettatori dei mirabili quadri non solo di celluloide, di uno dei piu' grandi maestri del cinema.

    Collection : Gangemi

  • Publication 2007
  • ISBN 978-88-492-1338-6
  • Support Livre broché
  • Format 20 x 28
  • Num. dans la collection 78
  • Nombre de pages 80

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